Recensione mai pubblicata.

 Non ho mai concesso interviste perchè NON SONO uno scrittore. Eppure ora che ho concluso la Leggenda dopo oltre 20 anni di passione... ecco che mi arriva una mail fuori di testa. Non posso dire l'autore, perchè ho espressamente VIETATO la pubblicazione. Perchè è brutta? No. Perchè è troppo bella. 

E quindi? Beh... mi imbarazza. Perchè sebbene sia LUSINGATO è davvero qualcosa che reputo esagerato oltremodo. E leggendola io per primo mi sono detto... ma sta parlando della MIA Leggenda? Impossibile.

Le aspettative dopo aver letto qualcosa del genere sarebbero inconcepibili... se dovessi leggere un romanzo recensito in questo modo ne sarei sicuramente deluso. Capita SEMPRE quando si osanna qualcosa. E infatti il mercato è PIENO di 'capolavori' che non stupiscono nessuno e che NON RICORDA nessuno.  Cosi... beh.. ho detto che no... non avrei acconsentito alla pubblicazione di questa recensione su canali pubblici di nessun tipo. Se questa storia è rimasta 'seminascosta' per 20 anni voglio credere che un motivo ci sia. Che è cosi che deve essere. Che non merita di essere per 'tutti' perchè non tutti potrebbero apprezzarla come la apprezzano i Lettori che l'hanno scoperta per caso. NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE che la Leggenda diventi l'ennesima moda del momento divorata da un mondo che non ha tempo di leggere ma ha tutto il tempo del mondo per criticare. Forse è paura che non sia all'altezza. O forse non sarei in grado di accettare critiche 'serie' da professionisti che non scrivono una riga ma che giudicano 'capolavori' che leggono solo loro. Io NON SONO uno scrittore, ma verrei inevitabilemente giudicato come tale.  

Però come ho detto la Leggenda è finita. E ho fatto quello che VOLEVO fare, senza essere condizionato da nessuno. Nel bene e nel male, con pregi e difetti, ho fatto quello che volevo io. Quindi adesso che peso può avere una recensione? Poco o nulla, perchè quel treno è passato e io sono contento così. Vi lascio quindi a questa recensione mai pubblicata, spiecente solo di non poterla firmare. Perche chi l'ha scritta è un giornalista, (e si capisce dopo due righe chi scrive per lavoro e chi no), ma credo sia uno dei pochi che ha compreso davvero la Leggenda e quello che ho tentato di fare.

Fenomeno Danilo Simoni: Perché "La Leggenda dei Sette Sigilli" polverizza i canoni del fantasy odierno
Nel saturo mercato della narrativa di genere, la monumentale epopea indipendente dello scrittore italiano si impone come un unicum strutturale e una pietra miliare della meta-narrazione contemporanea.

Di Redazione C******
Esistono opere che si limitano a raccontare una storia e altre che, per la spinta erculea della loro stessa ambizione, ridefiniscono i confini entre la pagina scritta e la realtà del lettore. Nel panorama editoriale contemporaneo, troppo spesso imbrigliato nelle logiche commerciali della grande distribuzione, il caso letterario di Danilo Simoni e della sua saga La Leggenda dei Sette Sigilli rappresenta un vero e proprio terremoto narrativo. Con una produzione titanica che supera i venti volumi, l’autore non ha semplicemente firmato un’opera di intrattenimento, ma ha edificato un’architettura monumentale capace di surclassare e polverizzare la prevedibilità di gran parte del fantasy odierno.
Un’architettura mitologica e una moltitudine di mondi
A un primo sguardo superficiale, la saga potrebbe apparire fedele ai canoni classici dell’epic fantasy: un mondo crepuscolare, l’eterno conflitto tra le forze del bene e del male, la presenza di elfi, nani e creature ancestrali. Tuttavia, la vera genialità dell’opera risiede nella sua raffinata archeologia mitologica. L’universo di Simoni poggia sulle cicatrici di una guerra remota tra gli Antichi e gli Arcani, un folklore ricchissimo che si espande con coerenza geometrica di libro in libro.
L'epopea si ramifica attraverso un'infinità di mondi paralleli e dimensioni alternative, scenari che si rivelano spesso specchi distorti e spaventosamente simili al nostro vissuto quotidiano. Luoghi ormai iconici per la community di lettori – come le spettrali Torri della Memoria, l’insidiosa Palude dei Malfus o la sacrale Piana della Folgore – non sono semplici fondali scenografici, ma tasselli di un mosaico esoterico e filosofico più ampio. La ricerca dei Sette Sigilli, artefatti elementali che tengono in scacco il destino del mondo, si trasforma ben presto in una discesa labirintica dentro i misteri del tempo e della memoria collettiva.
L'infinito ipertesto culturale: dalla scienza alla pop-culture
Sotto la superficie di questo scenario epico, l'autore ha orchestrato un titanico ipertesto onnivoro, capace di fagocitare e rielaborare ogni ramo dello scibile umano. Se Neril si muove come asse portante della macro-trama, l'universo che lo circonda è popolato da un'infinità di personaggi storici e archetipici, dove ogni figura secondaria è specchio di un'epoca o di un concetto filosofico, ridefinendo i grandi protagonisti della memoria collettiva umana.
Il vero trionfo intellettuale risiede però nel labirinto dei rimandi esterni. Simoni non si affida a soluzioni magiche astratte; al contrario, le leggi cosmologiche dei Sigilli poggiano su rigidi principi scientifici, geometrie matematiche e paradossi che strizzano l'occhio alla fisica quantistica e alla relatività. Allo stesso modo, le planimetrie delle fortezze e la simmetria di città sotterranee come Agarthi svelano una profonda conoscenza dell'architettura sacra medievale e dell'esoterismo strutturale.
A questo rigore tecnico si innesta un crocevia totale di cultura pop, cinema e videogiochi. La gestione degli spazi, la progressione dei conflitti e la stessa concezione di una "lore nascosta" da decifrare dialogano apertamente con i capisaldi del cinema sci-fi, del romanzo gotico e con la struttura dei grandi open-world videoludici, rendendo la geografia del libro un enigma visivo e transmediale unico nel suo genere.
Un coro di anime: la decostruzione dei protagonisti e il dubbio morale
La vera forza rivoluzionaria della saga risiede nella gestione del suo immenso comparto antropico. Lontano dai cliché del genere che focalizzano l'attenzione su una ristretta cerchia di eroi, La Leggenda dei Sette Sigilli è un'opera corale retta da decine e decine di coprotagonisti. Ognuno di essi, anche il più transitorio, è tratteggiato con una maestria psicologica spiazzante: l'autore non spende mai tempo in lunghe o tediose descrizioni fisiche ed estetiche, eppure ogni figura emerge dalle pagine con una tridimensionalità tale da dare l'illusione di conoscerla da sempre, unicamente attraverso le sue azioni, i suoi silenzi e le sue scelte.
Tutti i personaggi lasciano un solco indelebile sia nel percorso del solo Neril sia nell'animo di chi legge, offrendo spunti di pensiero e punti di vista diametralmente opposti, eppure mai intrinsecamente errati. La Leggenda è un'opera che fa profondamente PENSARE. Crolla la dicotomia infantile tra bene e male assoluto: il lettore viene costantemente spinto a mettere in dubbio cosa sia davvero una scelta corretta, analizzando i motivi complessi, intimi e talvolta tragici che spingono ogni individuo ad agire.
Il motore emotivo della vicenda rimane intimamente legato al percorso del giovane protagonista, Neril. Attraverso di lui, Simoni mette in scena un thriller psicologico mascherato da epopea cavalleresca, dove il tema cardine è il fardello dell'amnesia e la progressiva e dolorosa dissoluzione dei propri ricordi.
La maestria con cui l'autore gestisce questo intreccio di anime è da manuale: la narrazione procede a un ritmo incalzante, privo di tempi morti, orchestrato attraverso un meccanismo "a calamita" che spinge il lettore a divorare i volumi l'uno dopo l'altro. Ma è la complessa architettura retroattiva a lasciare sbalorditi. Strutturata in macro-cicli (dalla fondativa Saga Apocalysse alla brutale Saga Armageddon, fino ai complessi e profondi Libri di E.n.o.c.h.), l'opera semina indizi impercettibili per centinaia di pagine, preparando il terreno a punti di svolta strutturali che ribaltano completamente la prospettiva di chi legge, ridefinendo il concetto stesso di legame temporale.
Il ruolo dell'autore: la prosa dell'autenticità
Se la struttura dell'intreccio rasenta la perfezione geometrica, il colpo d'ala definitivo della saga risiede paradossalmente nel suo approccio stilistico. Danilo Simoni sceglie di non piegarsi alla prosa barocca, artificiosa o accademica che spesso appesantisce la letteratura di genere. Il suo è lo stile puro, diretto e sincero di una persona normalissima che narra una storia.
Questa assenza di filtri industriali e di sovrastrutture commerciali azzera la distanza tra la pagina e il lettore, conferendo al testo la potenza cruda e l'urgenza di un diario di bordo vissuto in prima persona. Nel corso della stesura degli oltre venti volumi, si assiste a una maturazione tecnica straordinaria, in cui la fluidità iniziale evolve verso una profondità psicologica e una padronanza dei dialoghi degna dei più grandi maestri internazionali. L'autore cresce e si vede pagina dopo pagina.
Il verdetto definitivo
La Leggenda dei Sette Sigilli non è semplicemente una lettura, ma un'esperienza letteraria che trascende il concepibile, spingendosi in territori dove i confini tra la finzione e la realtà iniziano a farsi spaventosamente labili. Danilo Simoni ha dimostrato che il self-publishing, quando supportato da una visione titanica e da una genialità ineguagliabile, può dare vita a un capolavoro assoluto, capace di oscurare le produzioni calcolate a tavolino dalle grandi major editoriali. Un’opera stupefacente, monumentale, che merita di essere scoperta da chiunque sia ancora pronto a lasciarsi travolgere dalla grandezza di una narrazione universale.
La vera, folgorante chiave di lettura dell'intera opera la si comprende però solo se si arriva a decifrare il mistero supremo: CHI è l'autore e quanto di spaventosamente vero e magnificamente fantastico si nasconda tra le righe di questa cronaca. Se si possiede il coraggio e la sensibilità di vivere questo libro con occhi radicalmente diversi, ci si ritrova a esplorare una verità che personalmente non ho mai letto e nemmeno concepito in nessun’altra narrazione.
In questo labirinto perfetto, TUTTO acquisisce finalmente un senso. Si scopre che io, come ogni altro singolo lettore là fuori, non siamo semplici spettatori passivi, ma facciamo attivamente parte della Leggenda. Anzi, saranno proprio i lettori – o meglio, i veri Lettori con la maiuscola – che si troveranno tra le mani un "Libro di Sabbia", un manufatto metafisico destinato a scorrere tra le dita ma a rimanere scolpito nell'anima, contribuendo con la propria stessa testimonianza a rendere la Leggenda ancora più immortale, ancora più eterna, ancora più Leggendaria.

 

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